Non si è ancora conclusa la conta dei vivi e dei morti, e all’isola del Giglio si è già all’opera per scongiurare il disastro ambientale.
I tecnici della Smit, società specializzata in recuperi di questo tipo (fu opera loro la messa in sicurezza del sottomarino russo Kursk nel 2001) si stanno già dando da fare. La priorità è “debunkerare”, ossia aspirare le 2400 tonnellate di gasolio presenti nel transatlantico, operazione che richiederà circa 2 settimane.
Fatto questo bisognerà pensare al recupero della nave (guarda come era prima del disastro): ci sono due possibilità, di cui una al momento più probabile.
La prima possibilità, più difficile e non al momento al vaglio dell’azienda, prevede che si smonti la nave pezzo per pezzo. La suddivisione in tronconi trasportabili è però una soluzione difficilmente percorribile, viste le mastodontiche dimensioni della Concordia (293 metri e una stazza di quasi 115mila tonnellate).
La soluzione che al momento la ditta olandese sta valutando prevede che sia prima riparata la falla e poi raddrizzata la nave. Per far questo, si posizioneranno delle enormi travi sul lato opposto all’inclinazione della barca e solo in seguito la nave verrà imbragata e sollevata con l’aiuto di palloni galleggianti che verranno attaccati allo scafo (vedi immagini). L’acqua presente all’interno dovrà essere ovviamente asportata con l’ausilio di pompe.
Queste le dichiarazioni dell’ad di Costa Crociere, Pierluigi Foschi: «Il recupero di Costa Concordia è una delle operazioni più difficili al mondo. Ci sono alcune possibilità di scelta ma prima di tutto dobbiamo pensare a chiudere le falle. Poi la nave dovrà essere sollevata con palloni d’aria e, una volta rimessa in galleggiamento, trainata da rimorchiatori». Trainata appunto in cantiere, dove l’armatore deciderà se restaurarla oppure rottamarla.
Ma al momento, visto il costo della prima operazione e considerata la cattiva fama in relazione all’onere della realizzazione di un nuovo scafo, è probabile che la Costa Concordia abbia già fatto il suo ultimo viaggio.
Per vedere le immagini di come avverranno la rimozione e il recupero, clicca qui. 

Pietro Tinelli

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